Comune di VIALFRE' - Anfiteatro Morenico di Ivrea

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lunedì 6 settembre 2010

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Insediamenti umani in Età Preistorica

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Ritrovamenti archeologici ci consentono di affermare che nel neolitico l'Anfiteatro Morenico di Ivrea è abitato dall'uomo. Alcune località che finora hanno restituito reperti di tale epoca sono Vialfrè e San Martino, nell'area del castello.


SVILUPPO DEGLI INSEDIAMENTI UMANI

Un elemento importante che ha consentito lo sviluppo degli insediamenti umani nell'Anfiteatro Morenico sono le falde d'acqua; secondo ricerche idro-geologiche, queste falde sono frequenti nelle zone di contatto tra le formazioni moreniche e le sottostanti formazioni alluvionali pre-wurmiane, argillificate in superficie e perciò impermeabili. In queste zone si sono formati grandi depositi di acqua che alimentano le falde acquifere. Gli insediamenti più antichi della regione sono individuabili dalla presenza della piazza, del mercato, della chiesa, del castello e di una via di comunicazione. A Vialfrè ci fu la presenza del castello, ma fu poi distrutto dal popolo che prese parte al Tuchinaggio.


Il Ghiacciaio Balteo e l'Anfiteatro morenico d'Ivrea
 
Durante gli ultimi due milioni di anni, in era Neozoica, si sono succedute diverse glaciazioni che hanno causato la formazione del ghiacciaio Balteo. La parte più avanzata del ghiacciaio, nel momento di massima espansione, ha raggiunto più volte la piana d'Ivrea trasportando a valle enormi quantità di materiali di tutte le dimensioni, da sabbie fini ad enormi pezzi di roccia. Quando poi il ghiacciaio si è ritirato ha lasciato in loco quello che oggi chiamiamo "Anfiteatro Morenico d'Ivrea"
L'abitato di Vialfrè si sviluppa a cavallo di una morena tra le più esterne e rilevate del settore laterale destro (la Serra d'Ivrea corrisponde alla morena, più regolare, del settore laterale di sinistra).
Nel territorio di Vialfrè, in regione "Rovasina" è possibile avere una diretta testimonianza di ciò che ha lasciato il ghiacciaio, quando si è ritirato. Sono massi, talvolta di enormi dimensioni, completamente emergenti dal piano della campagna, chiamati "massi erratici" che, per la loro imponenza hanno suscitato da sempre l'interesse dell'uomo, che spesso in passato li ha utilizzati come are o altari sacrificali.
Dal punto di vista geologico la loro composizione petrografica rivela inequivocabilmente che alcuni di questi massi provengono dalla Valle d'Aosta tra Verres e Aosta.

Data Ultima Modifica: : 12/01/2010


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